30-05-2022
Architettura

L’edilizia di culto e le 10 chiese più brutaliste del mondo

Il brutalismo: una corrente degli anni ’50 tuttora presente nell’architettura di alcune chiese. Nell’articolo riproponiamo alcuni esempi di edifici di culto brutalisti più belli al mondo.
Per chi non lo sapesse, la corrente architettonica del brutalismo si diffuse a partire dagli anni ’50 del Novecento in Inghilterra, in virtù del superamento del Movimento Moderno nell’architettura. La peculiarità di questa corrente risiede in particolar modo nella messa in risalto della delle linee crude del cemento, andando così a sprigionare un certo “vigore” architettonico. Ad oggi, sparsi nel mondo sono presenti alcuni esempi di edilizia di culto brutalista, dove le chiese stesse assumono le sembianze di giganteschi dolmen piantati al suolo. Di seguito riportiamo alcuni esempi.

Al primo posto troviamo Nostra Signora del Rosario delle Filippine, a Madrid. L’aspetto esteriore, in puro cemento, rende la struttura invisibile agli occhi dei passanti, in genere abituati a chiese in mattoni e con ricche cupole. A seguire c’è la chiesa di Wotruba, in Austria. Per la sua realizzazione l’architetto si ispirò alla Cattedrale di Chartres, reinterpretando il progetto in chiave contemporanea, tanto che l’edificio sembra riportare in luce il periodo Neolitico. Tra questi edifici di culto brutalisti, ritroviamo anche il Santuario di Arantzazu, nei Paesi Baschi, e la chiesa dello Spirito Santo in Svizzera. In entrambi i casi, l’occhio del visitatore sa di trovarsi di fronte a delle chiese soprattutto per la presenza ben visibile degli enormi campanili provvisti di crocifissi di dimensioni altrettanto grandi. Non da meno sono anche le chiese di San Giovanni Bono, a Milano, e quella di Neviges Mariendom in Germania. Due chiese dagli angoli spigolosi, dove l’unione tra l’aspetto estetico del progetto e il materiale grezzo, come il cemento, danno vita ad edifici di culto robusti e pieni di vigore. La Cattedrale metropolitana di Liverpool, nel Regno Unito, a differenza dei luoghi di culto visti fino ad ora, è una chiesa dalla pianta circolare, dove la parte centrale si staglia verso l’alto come a simboleggiare la corona di spine di Cristo. Interessante è anche l’esempio della chiesa di Sant’Anselmo Meguro, in Giappone, il cui interno è illuminato dalla luce che penetra dalle fessure presenti tra i pilastri. Nell'elenco delle chiese brutaliste più belle del mondo non da meno è anche la Cattedrale metropolitana di Rio de Janeiro, una piramide degli anni ’60- ’70 che, seppur spoglia esteriormente, al suo interno presenta statue di ampie dimensioni, affreschi, ma soprattutto quattro vetrate colorate che giungono fino al soffitto, per un’altezza totale di 60 metri. Nella top 10 delle chiese appartenenti a questa corrente, abbiamo in fine anche la chiesa della Medaglia della Vergine Miracolosa, in Messico. Questa meraviglia in cemento armato risalente agli anni ’50, al suo interno presenta parabolidi iperbolici di 20 metri, che vengono però alleggeriti dalla presenza di vetrate colorate.

La rassegna delle 10 chiese più brutaliste al mondo, che avete appena avuto modo di leggere, tiene in considerazione edifici di culto progettati e costruiti tra gli anni ’50-’70 del secolo scorso, periodo che combacia con uno sviluppo audace di edifici massicci dalle forme forti e dall’utilizzo di materiali grezzi come il cemento. È con la corrente brutalista che l’estetica restrittiva viene così trasformata in vere e proprie opere d’arte e questo lo si nota ancora oggi in molti edifici sparsi nel mondo, tra cui alcune delle chiese che abbiamo appena accennato. (Le 10 chiese brutaliste più belle al mondo)