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Il termine 'tabernacolo' deriva dal latino 'tabernaculum', che a sua volta deriva dal diminutivo di 'taberna'. Il nome si rifà al concetto di 'dimora', ed in particolare alla dimora di Dio presso gli uomini. È proprio questa idea di presenza divina che giustifica la centralità del tabernacolo nei secoli.

Questo arredo sacro, infatti, ha una lunga storia nella Chiesa cattolica ed è un elemento fondamentale della liturgia eucaristica. Il tabernacolo contiene l'ostia consacrata, il corpo di Cristo, e per questo ha un valore simbolico e mistico particolarmente forte.

Nell'antichità il tabernacolo era costituito da una tenda o da una piccola costruzione che ospitava l'Arca dell'Alleanza. Con il tempo la sua forma è cambiata e si è evoluta fino a diventare il contenitore attuale, in cui si conserva il corpo di Cristo.

Esso è la dimora di Dio tra gli uomini e rappresenta la presenza divina all'interno della Chiesa.

La storia del tabernacolo

La storia dei tabernacoli risale all'antichità e ha subito diverse evoluzioni nel corso dei secoli. In origine, erano dei piccoli contenitori utilizzati per conservare l'ostia consacrata nelle case dei fedeli impossibilitati ad assistere alla messa. Nel corso del tempo, questi oggetti sacri sono diventati sempre più elaborati e decorati, assumendo un ruolo più importante all'interno della liturgia.

Nel Medioevo, ad esempio, questi oggetti liturgici erano spesso realizzati in oro e pietre preziose e posizionati in luoghi di grande rilievo all'interno delle chiese. Oggi i Tabernacoli sono ancora considerati uno degli arredi liturgici più importanti e, nonostante le diverse tendenze artistiche che si sono succedute nel corso dei secoli, mantengono ancora una grande valenza simbolica e religiosa per i fedeli.

Come sono fatti i Tabernacoli: materiali, decorazioni e stili

I materiali utilizzati per la loro realizzazione sono spesso pregiati, come il legno, il marmo o il metallo. In particolare, il legno è molto utilizzato nella tradizione italiana, dove si predilige la lavorazione degli intarsi e delle sculture.

Anche il marmo è utilizzato per la realizzazione dei tabernacoli, soprattutto in contesti di architettura barocca e neoclassica.

Tra le decorazioni più diffuse troviamo i dipinti, le sculture e gli intagli, che rappresentano spesso scene bibliche o simboli della fede. Infine, i tabernacoli possono essere realizzati in stili molto diversi tra loro, dal gotico al rinascimentale, dal barocco al neoclassico, a seconda della tradizione artistica e culturale del luogo in cui sono collocati.

Altri oggetti sacri per l’arredamento liturgico

Oltre ai tabernacoli, le chiese sono solitamente dotate di altri arredi sacri che contribuiscono a creare un'atmosfera di devozione e spiritualità.A questi ultimi si vanno ad unire anche elementi dell'arredamento liturgico come l'altare, il pulpito, le fonti battesimali e acquasantiere. L'altare, solitamente posizionato al centro della chiesa, è il luogo dove si celebra la messa e dove viene conservato il corpo di Cristo durante l'adorazione eucaristica. Il pulpito, invece, è il posto dove il sacerdote pronuncia l'omelia e predica la parola di Dio ai fedeli. La fonte battesimale, invece, rappresenta il luogo in cui si celebra il sacramento del battesimo.

Tutti questi arredamenti liturgici combinati con gli arredi sacri contribuiscono a rendere la chiesa un luogo sacro e speciale, dove i fedeli possono trovare pace e riflessione.